Ritorno al nulla

Ritorno al nulla

Scritti da qui, i disastri della mia vita sembrano meno dolorosi, più innocui. Anche i ricordi sbiadiscono e perdono i colori come una maglia lavata troppo energicamente: non sono uno scrittore, non tratto le mie storie con la delicatezza di chi lo fa per mestiere, ma salto addosso ai ricordi di una vita che mi è saltata addosso per prima. Avrei dovuto chiedermi cos'era bene e cos'era male. Tu, forse, non eri il bene ... Ti invitai una volta a camminare nella mia vita diurna, anticipando la sera di qualche ora. Ero stanco di quell'esistenza notturna, i miei occhi reclamavano un po' di colore, un po' di luce e di misera, magari sciatta, realtà: il tuo mare biondo e la mia emozione insieme lungo il vento nel viale d'autunno, in un giorno che sembrava fatto su misura per noi. Tutto era esasperato, la tua presenza, il contenuto dei tuoi discorsi e di ogni singola parola che pronunciavi, i colori, i profumi, i suoni, ma anche il silenzio, nei ritagli di tempo che gli spettavano , era doloroso quanto un urlo. Tu guardavi la punta dei tuoi piedi alternarsi nel camminare avvolti tra le foglie e sussurravi "stepping on the leaves"; parlavi di fiabe, di sogni ad occhi aperti, di musiche arcane che prendevano forma tra i soffi del vento e mi prendevi la mano per aiutarmi a vedere coi tuoi occhi in un'eccitazione bambina ... io cercavo di ricavare quanto più spazio mi fosse possibile nel cuore, per ospitare tutto di te, e quel tutto mi cadeva addosso alla rinfusa e sembrava sfuggire al mio controllo. Ero io il problema, ero io la porta lasciata aperta da cui sei entrata, non tu. Tu l'hai solo usata, senza diritto di passaggio, per prendere possesso del tuo spazio dentro me. E l'hai fatto di prepotenza, in quel tiepido pomeriggio di novembre, seduti sull'onda di fumo che arrivava dai campi ai lati del viale, tra le foglie che si intromettevano nel nostro abbraccio e l'odore della terra umida dietro ai tuoi capelli. Siamo stati invisibili al mondo per tutto il tempo del dar fine a quell'inizio di aria nell'aria, terra nella terra, fuoco nel fuoco e diventare acqua nell'acqua. Siamo rimasti nascosti dal mondo e nel mondo, prigionieri nel nostro non dover esistere, doloroso tacere divenuto nulla. Oggi siamo dove non siamo, non siamo dove avremmo voluto ... se tornassimo a questo nulla ...