Ritorni

Ritorni

La vita è fatta di ritorni, un oggetto che ritrovi, una città che rivedi.

Ho avuto molti mancamenti con massimi sbalzi in minimi tempi;

salti mortali sui trapezi del mio umore e, sotto, il vuoto di uno spazio pieno,

ma di sola aria,

davanti allo scenario della terra che mi ha sputato sul mondo, il posto in cui mi ostino a voler restare.

Nonostante tutto.

Perché per me è sempre stato più semplice correre sotto le granate che passeggiare sotto le macerie.

Quanta vita mi è passata accanto mentre io passavo oltre,

quante mani avrei potuto stringere,

quante labbra avrei potuto baciare,

quante cose avrei potuto imparare ...

sono vuoti, questi, che non mi perdono facilmente.

Bisogna essere stupidi per disprezzare tanta gratuita cura, ed io lo sono stato.

Molte volte ho pensato che basta,

che dovevo farla finita,

metterci un punto,

e non ne ho avuto la forza,

perché so benissimo che non ci sarà mai un punto;

certe parentesi restano lì, aperte, come le porte della metro di notte.

Facciamolo più spesso,

prendere l'auto e partire,

stare tanto tempo insieme, anche in silenzio,

anche litigando, anche a costo di odiarci un pochino;

organizzare giornate e spostamenti,

guardarci e ridere,

metterci di fronte a noi stessi,

perché fa bene, fa solo bene.

E' così che a me piacerebbe vivere:

con l'entusiasmo che ti leviga il viso,

la premura di fare,

il tempo che ti divora e la noia che non sai nemmeno cos'è.

Se il sole si alza, le mie palpebre non cedono ad abbassarsi.

Non me ne frega niente di dormire,

la notte non è che una sfida che la luna ci lancia per sognare da svegli.

Dentro di me sorge una nuova consapevolezza

e ricomincio da qui.

Mi riposo e ringrazio Dio, se esiste.

Perché i miracoli accadono tutti i giorni, se abbiamo la forza di volerli.

Mi ci è voluto un miracolo per innamorarmi di te,

adesso me ne serve un altro per smettere di amarti.