Nell'ombra del monte mi pento di averti lasciata tornare.

Nell'ombra del monte mi pento di averti lasciata tornare.

Il sole disegna un cerchio rutilante sul telo di lino delle nuvole sfilacciate frapposte alla mia sbirciata distratta, e con morbida perfezione la circonferenza si adagia sul lungo crinale del monte, dietro il quale scenderà in qualche placido istante.

La finestra socchiusa sfiora la sedia, e fluisce un carezzevole soffio che lambisce i miei piedi con invisibile avvolgimento: io penso all'effusione di un abbraccio rapito ai dispetti del tempo, a un amore caldo come il raggio di luna degli innamorati. E quando la luna verrà sarà la stessa di allora? Quella che di noi farà di nuovo una cosa sola? Quella che dopo ci porterà alle carezze dell'aurora?

Il sole disegna mezzo cerchio esitante su sbuffi di nuvole andate e Oriente indorato risponde all'acceso Ponente. Guardo le rocce innevate nel blu luminoso: sei là con lo sguardo, lo stesso che mi hai regalato lasciandomi solo. Ti ho persa quel giorno e mai più ho ritrovato la scia deliziosa del tuo fascinare, e se fosse successo mi avresti rivisto così... (devono aver diviso in due il mondo, e penso di essere dalla parte sbagliata). E quando la luna verrà sarà la stessa di allora? Quella che di noi farà di nuovo una cosa sola? E quando la luna verrà sarà la stessa di allora? Quella che dopo ci porterà alle carezze dell'aurora?

Ora il sole disegna un commiato straziante di squarci roventi fra nuvole ostili, veloci nel giungere a frotte sui miei capogiri. Nell'ombra del monte mi pento di averti lasciata tornare.

E poi il buio, e neanche un graffio di luna nel cielo…