L'amore

L'amore

Un appuntamento al buio sette decenni fa, poi il conflitto mondiale che li divide. Ma loro sopravvivono, si sposano, hanno cinque figli e un'intera esistenza insieme, tra gioie e dolori. Fino alla malattia e all'ultimo giorno, quando si sono spenti a distanza di poche ore l'uno dall'altra...

 

LONDRA - A raccontare la loro storia è la figlia, Laurie. È lei la testimone della vita di Isabell e Preble Staver, che se ne sono andati via insieme il mese scorso, dopo più di sette decenni di matrimonio.

Gli Stavers. Morti a Norfolk il 25 ottobre. Una coppia nata e passata attraverso la Guerra mondiale, due dei veterani che ogni giorno scompaiono dagli Stati Uniti, insieme alla memoria di qualcosa che non dovrebbe dimenticarsi mai.

Una storia d'amore senza tempo, cominciata anni fa con un appuntamento al buio in un giorno ancora di pace. Isabell Whitney e Preble Staver sono due studenti di Phiiladelphia. Poi la guerra interruppe i loro baci, gli abbracci, le lettere, l'idea di un futuro. Lei divenne infermiera, lui entrò nel Corpo dei Marine degli Stati Uniti. Sopravvissero e si sposarono poco dopo la fine del conflitto.

Anni Cinquanta, e la vita ricominciò col giardinetto di fronte casa e cinque figli, l'utilitaria, la lavastoviglie, il televisiore e un mondo che diventava a colori. Staver Clinton descrive suo padre Preble un uomo alto, estroverso con una personalità forte "più grande della vita". Laurie chiama sua mamma "il mio cuore".

"Mi ha insegnato a essere una persona gentile, compassionevole", dice. Isabell ha dedicato la sua vita a crescere i cinque figli, a favorire la carriera del marito, poi, quando ha pensato fosse il momento giusto, è tornata a fare quello che sapeva fare, l'infermiera. E la vita è passata, come sa fare, lasciando segni, cicatrici. Uno dei loro figli, Peter, è morto dopo un infortunio di calcio al liceo, nel 1975.

Polaroid, filmini di feste, Natale. L'inizio della vecchiaia. La perdita di pezzi, e dei pezzi della memoria di Isabell che dimentica piano piano. Nella struttura di assistenza per anziani a lungo termine che li accoglie entrambi ma in due stanze diverse, lei cerca il marito, lo vuole accanto. Lui è l'essenza senza ricordi, una sensazione di pace, ma non le è consentito starci.

"A volte papà stava male, era frustrato perché lei quando la andava a trovare non lo riconosceva, ma quando succedeva si poteva sempre vederlo ridere come un matto", raccontano i figli. E poi un giorno Isabell viene portata a visitare Preble per il suo 96esimo, era il 17 ottobre. "All'improvviso ho sentito questa piccola voce, lieve, gentile", racconta Staver. "Era la mamma, come al solito completamente stonata, che gli cantava Happy Birthday". Un piccolo miracolo, perché a quel punto "mia mamma non parlava più".

Staver Clinton ricorda che il padre mesi prima aveva chiesto un regalo di compleanno: fare un pisolino accanto a sua moglie, perché non succedeva da tanto. La famiglia li aveva sistemati quindi uno accanto all'altro, a letto insieme, per dormire due o tre ore.

"Sembravano così tranquilli, così in pace", dicono. Stare insieme li rendeva felici. Gli utlimi giorni li hanno passati insieme. Il 25 ottobre infine Isabell ha ricevuto l'estrema unzione dal prete episcopale, Preble le ha tenuto la mano fino alla fine. L'ha raggiunta 14 ore dopo, lo stesso giorno. Jim Need, un medico amico di famiglia, è sicuro che stesse resistendo per non lasciarla sola: "Si sarebbe preso cura di lei fino alla fine, lo aveva promesso".

Il 10 novembre, il Corpo dei Marine degli Stati Uniti, gli amici e la famiglia si sono riuniti in una chiesa di Virginia Beach per il loro funerale. La guardia d'onore per l'utlimo saluto a Isabell e Preble Staver, sepolti fianco a fianco nel vecchio cimitero della chiesa.