Il regalo

Oggi ho avuto tempo per me, ed era da tempo indefinito che non ne avevo. Mi sono regalato un giro tra la gente, quella che ogni giorno provo a capire se mi nota, quella che ogni giorno immagino che faccia una vita diversa dalla mia, che sorrida di più. Così mi sono regalato la cosa più scontata e meno costosa: scendere nella città dei marciapiedi, della gente indaffarata che, occhi a terra e borse in mano, si affretta verso il tepore di casa. Io no, oggi non ho fretta. Posso godermi tutto questo spettacolo, sciolto nelle luci colorate, attraverso i miei occhi, per una volta, e non per forza dal riflesso dei tuoi. Così mi accorgo di un bambino che ha perso la mano della mamma, di un bar senza un solo posto ai tavoli e di un bar vuoto con tanti tavoli liberi e mi chiedo il perché, e forse se lo chiede anche lo sguardo che mi osserva da dietro la vetrina. E sono contento che il pomeriggio spenga le sue luci presto, in questo dicembre falso come se fosse un marzo piovoso e tiepido, per nascondere la sua vergogna; e sono contento dell'aria che, insinuandosi con forza e decisione tra le strade che si incrociano a decine, porterà quella nebbia che attutisce il suono dei passi e trasporta il fumo delle caldarroste. Evito i caffè: non riuscirei a reggere il ricordo di me stesso che ti aspetta al tavolo a cui non sarai, tra due scontrini arrotolati e due bustine di tea per sembrare meno solo. Ma questo era il pomeriggio che mi sono impacchettato e regalato e non avrei mai voluto che arrivassi ancora tu; l'ho scartato tra il fastidio di chi non comprende e di chi vorrebbe riceverne uno uguale, circondato dagli occhi curiosi di chi vorrebbe coglierne il significato e di chi, invece, cerca solo di capire di quale sostanza sia fatto un momento di solitudine (libertà?), ma non riesce a vederci nulla. Era il mio pacco regalo, l'avevo ordinato al tempo nella speranza che arrivasse in tempo per me: sono abituato a fare di queste suppliche al tempo, e lo eri anche tu ... hai forse dimenticato quante volte abbiamo immaginato di poter fermare l'orologio alle 17,30? Quante volte abbiamo supplicato che domani non arrivasse così in fretta e che il tempo si lasciasse spremere come in uno spremiagrumi, fino all'ultima goccia ... quante volte abbiamo sperato che la vita, una volta almeno, avesse una bocca per parlarci chiaro e poi sorriderci? Era il mio regalo ... un po' di tempo di troppo e sei arrivata tu: in fondo alla scatola un biglietto ... così mi ricordo di te ... e ritorno a casa.