E poi

"... e poi succede che un giorno, per caso, ti ritrovi a stringere la mano ad una persona che, noti da subito, ti entrerà dentro in punta di piedi. Una persona che in fondo non farà niente di particolare per te, in termini oggettivi, ma porterà la sua vita dentro la tua e le farà reagire. Una persona che si affanna a cercare una logica all'irrazionale, e non sa che in quell'irrazionalità ti ha già svelato tutto il suo essere. Una persona che prova a spiegarti perché ha disegnato un sipario, e non sa di aver disegnato sé stessa. E questo ti scuote. Perché è l’ennesimo segno che qualcuno oltre il cielo si diverte a mandarti. Perché, raccolti tutti insieme, quei segni bruciano sui palmi delle mani. Perché ti accorgi che per un attimo, un solo, lunghissimo attimo, hai perso di vista l’essenziale. E temi di non poter tornare indietro a raccoglierlo, di dovertelo lasciare alle spalle. Temi di averlo perduto per sempre.
Il destino è spesso una comoda giustificazione per illuderci che tutto quanto accade non dipende da noi, ma da una forza misteriosa capace di trasformare i sogni in realtà e le nostre azioni in un fallimento. E ti vien voglia di sfidarlo, sto destino, se esiste davvero. Ti vien voglia di dimostrargli che tu sei più forte. Di affrontarlo. Di umiliarlo, quasi. Come il nemico più temibile e, una volta sconfitto, motivo di vanto. Non basta chiedersi che sapore abbia la vittoria. Bisogna assaggiarla. Sguaino la sciabola ...