Caro Babbo Natale ...

Caro Babbo Natale ...

Caro Babbo Natale ...

... quest’anno riportami i miei sogni.
non la probabilità che si realizzino o meno, no,
 non quella...

intendo proprio i sogni,
la capacità di averli, senza pretese,
senza l’ansia che se non si avverano sono inutili.

Perché i sogni, io lo so, non sono mai inutili,
anche quando non si avverano...
servono a riempire la notte.

E' come in quei cestini di Natale in cui sotto il pandoro e lo spumante c’è la paglia finta;
a cosa serve? a niente. Però riempie.

Riportami il profumo di stoffa bagnata di sudore,
gli specchi infiniti,
la fatica e la gioia di meritare qualcosa.
Riportami una persona che mi guardi negli occhi
e non mi interrompa quando le parlo,
 una persona che abbia del tempo,
che mi accarezzi i capelli ogni tanto.
 Riportami la capacità di credere che i miracoli accadono,
 vicino o lontano,
fuori di me, ma anche dentro.

Riportami la speranza,
la pazienza,
la dolcezza con gli altri e l’indulgenza con me stesso,
la fiducia nel domani,
il coraggio di buttarmi senza la paura di quant'è profondo sotto.

La forza di presupporre che sì, il primo miracolo sono io.
E portami la forza di realizzarmi ancora,
portami un ginocchio nuovo,
un paio d’occhi buoni che non s’infiammano,
una gola senza nodi;
un cuore solido, meno attento, meno suggestionabile;
un pizzico d’amor proprio, giusto un pochino.

E poi portami un armistizio, una pace armata,
una quiete anche solo provvisoria con me stesso,
ché sono stanco di combattermi per terra, per mare e per cielo...

tanto non c’è niente da conquistare.