Avrebbe potuto essere meglio di così...

Un ricordo liquefatto nelle luci delle vetrine che brulicano riflesse sui marciapiedi bagnati, l'autunno della dicotomia dalla vita di tutti i giorni, dalle perrsone di tutti i giorni, l'ultimo weekend prima della partenza, la porta su un corridoio lungo un anno e mezzo. I suoi capelli d'oro acconciati in modo strano, quei lunghi boccoli che le separavano il viso e deridevano la mia tristezza e la sua apatia; quegli occhi azzurri resi più vivi dalle luci della sera... ho asciugato un angolo di panchina dalla pioggia, per non farla bagnare, e i miei occhi da una lacrima inattesa. Era davvero amore, quel fremito nascosto dietro ai giorni a camminare per mano, dietro ai sospiri tra le lenzuola straniere di una garconniere con le pareti grigie e la luce gialla di una lampadina nuda appesa al soffitto? Era amore quell'ostinazione a coprirci con una coperta che pungeva la pelle, malgrado il freddo, e ostinarci a rimanere nudi in attesa di cose che sapevamo non sarebbero mai arrivate? Parole e desideri campati in aria, c'eravamo solo lei e io e nessun progetto reale. La guardavo guardarmi, incuriosita da questo ragazzo che cercava di farsi uomo mentre lei, già donna, avanzava nel suo percorso ad una velocità tale che non avrei mai potuto raggiungerla, neppure si fosse fermata ad aspettarmi. Non capivo che dei due soffrisse di più il nostro distacco, la nostra separazione.Fu sull'orlo di fare grandi cose per me, ma non con me. E questo mi confuse fino a perdermi. Dopo una sola settimana, avrei voluto scappare per raggiungerla, ma tutto svaniva prima di incontrarla di nuovo, e così via, in un turbinoso vai e vieni di sensazioni e sentimenti. La idealizzavo di notte, la disfacevo di giorno. E un giorno non potè far altro che finire. Avrebbe potuto essere meglio di così...