Allora la cercherò ...

 Non ho mai pensato a quel momento, né avrei potuto immaginare che potesse arrivare e che facesse così male. Ma tu eri tu e, tra l'importanza e l'esclusività che meritavi, c'era anche il dolore del dopo che mi stavi lasciando. Perché? Era troppo ingombrante per portartene un po' anche tu? Hai lasciato un segno di te ovunque: dalle impronte dei pochi quadri alle pareti, alla firma indelebile dietro il legno di una panchina che solo io e te sappiamo ... ho scritto per te, suonato per te, parlato, detto cose, imprecato, pianto per te ... ricordo un giorno, il giorno in cui per l'ultima volta misi piede in quell'alloggio, passeggiando per le stanze che già erano ricordo, ripetendomi ...


... allora la cercherò. Ho deciso che mi manca nel momento in cui ho compreso che la mia vita è solo più un contenitore per la sua assenza. Ho un'ultima immagine del giorno prima della sua partenza: passeggiavo per le stanze vuote, mentre lei saliva e scendeva la scala esterna con le ultime scatole e mi chiedeva "ma che fai lì dentro? Me la dai una mano?" ... darle una mano ad uccidermi?? Stavo invece lì dentro, nel buio vuoto, trascinando i piedi per alzare volutamente la polvere e stupendomi, poi, che ce ne fosse così tanta nascosta dietro le sue poche cose; mi sono chiesto quanta di quella polvere, di quei micro organuli svolazzanti fossero parte anche della mia presenza qui. Quanto amore è uscito dai nostri corpi per mischiarsi in questa danza di schegge luminosissime a volteggiare per sempre in quelle stanze? E quanto sarebbe durato questo per sempre? Saremo i fantasmi di qualcosa che  è accaduto, taciuto, falsamente dimenticato, silenziosamente giocato o sofferto, ma che rappresenta noi, lei, io. La guardavo scendere senza un gesto d'aiuto o un atto di clemenza verso il suo impegno. Ed è allora che dalla sua borsa cadde una busta chiusa, senza un nome o un indirizzo e decisi arbitrariamente che mi appartenesse ...


"Vorrei restituirti quei mille sorrisi, quei mille abbracci, quei mille baci... Vorrei dirti tutte quelle parole che ho nascosto anche a me stessa troppe volte... Vorrei spiegarti il perché di tante cose, ma a volte il senso di quello che faccio non lo so spiegare neanche a me stessa... sono un'anima instabile tormentata da mille emozioni diverse e contrastanti fra di loro ogni minuto: sto bene, sto male, piango, rido... e poi? Poi rimane il vuoto qui nel mio petto... e poi ci sono quelle notti in cui non riesco a dormire perché ho un costante peso sul cuore che mi schiaccia... mi sai dire cos'è?? Sono tante le cose che posso cercar di spiegarti, ma a cui non posso dare una risposta... e a cui tu non puoi dare una risposta! A cosa serve parlartene? Forse il tutto cambierà?... ma perché angosciarti, perché farti carico di ciò che mi tormenta? Questo non si supera in due, non è qualcosa che si può condividere... per questo ti allontano prima da me, prima che la mia malinconia possa inghiottirti, prima che i miei pianti echeggino nella tua anima, prima che tu mi veda allontanarmi sempre più. Questo non è il mio mondo, il mondo dove vivi tu non ha un posto per me! E le lacrime non valgono il giusto prezzo per pagare la mia entrata là. Devo cercare il mio giusto equilibrio, il mio posto, me stessa! Non so dove lo farò, so solo che non sarà qui. Devo trovare un significato alla mia vita e non mi basta un grande amore.. Ho bisogno di altro per ritrovarmi, ho bisogno di qualcosa che non so... e forse quando troverò la mia isola che non c'è potrò dire di non aver cercato invano... e avrò ottenuto tutto quello che la mia anima voleva... e solo allora potrò sentirmi in pace con me stessa e pagare finalmente l'entrata nel mondo della Felicità."