2018/05/12

2018/05/12

ore: 3:27

" Probabilmente hai ragione, affogare anche le parole, quando ci si guarda dritto negli occhi, è difficile… fa male... ma fa comunque male ogni sfumatura di questo tempo, tempo passato ad amare, capire, soffrire, a soffocare inevitabilmente, un sentimento dirompente... che sgretola, sbriciola ogni tipo di certezza (perché è così, inutile far finta di vivere per mano, felici, nel bel mezzo di un parco dei divertimenti). Non ho mai saputo fingere, il bene e il male che porto tatuato sul mio corpo, dentro la mia anima, né tanto meno fingerò adesso. Perché non ne ho voglia, perché so chi sono, e come sono. Ed io sono questo: l'espressione più nascosta della notte, il vento imponente durante una mareggiata, l'autunno improvviso che sbiadisce il sole... la calma del silenzio, un posto nascosto. Non vedo la ruota panoramica, non vedo il tipo con lo zucchero filato, non vedo la baracca della cartomante, né il tiro a segno... vedo me stesso... e mi vedo molto bene, me che impiego tutto il mio tempo a vivere questa vita, a proteggere, a capire, a imparare... ma anche ad amare. E lo sto facendo (non credere alle voci). Lo sto facendo... a mio modo. Lo sto facendo, mai come adesso, ancora di più, rispetto a giorni visibilmente più deboli e sentimentalmente più leggibili. E lo farò. A prescindere da tutto. Da tutto quanto. Questo è l'unico modo che conosco. Ti ho guardata e, per il momento... non esistono due occhi come i tuoi, così veri, così soli… che se mi guardi ancora e non li muovi diventano belli anche i miei… e si capisce da come ridi che fai finta di non capire, che non vuoi guai; ma ti giuro che per quella bocca, che se la guardo diventa rossa, io morirei. Ma chissà se lo sai, forse tu non lo sai… no, tu non lo sai. Così parliamo delle distanze e del cielo e di dove andrà a dormire la luna quando uscirà il sole, di chissà com'era la terra prima che ci fosse l'amore, sotto quale stella tra mille anni (se ci sarà una stella) ci si potrà abbracciare… Poi la notte, questa notte, col suo silenzio regolare, questo silenzio che a volte sembra gigante, mi dà il coraggio di parlare e di dirti tranquillamente… di dirtelo finalmente…”