Musa

Finalmente oggi si è coperto il sole. La strada è bagnata dalla pioggia che, silenziosa per non svegliarci, è scesa questa notte un po' ovunque e le pozzanghere riflettono un cielo dello stesso colore: sembrano buchi nel marciapiede attraverso il quale si vede il cielo dell'altra parte del mondo. E immagino di entrarci dentro e, dopo un viaggio brevissimo, trovarmi in posti che probabilmente non vedrò mai. Fantasticare non costa nulla. Rimane quell'odore diffuso, un cocktail tagliente di erba tagliata, fieno rigirato, strade bagnate e, a tratti, odore di friggerie o ristoranti cinesi sempre in attività, forni di pasticceria e di panetteria; e poi il profumo di caffè, fumo di sigaretta e brioches appena sfornate in riva ad un bar. Vedo i miei passi lungo il viale di un paesello contadino, con un orizzonte di viti ancora vestite di foglie rosso fuoco, un incredibile contrasto acceso in un mondo in scala di grigi; io, i miei passi, le immagini e gli odori che mi avvolgono ... e la mia musa che non arriva …